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Mamme e lavoro. Mi raccontate la vostra esperienza? sto raccogliendo pareri per un'indagine approfondita su un tema fondamentale. Come concili lavoro e maternità?

Ecco alcune domande a cui chi vorrà potrà rispondere. Sto organizzando dei post a puntate dedicate ai temi che finiranno su http://www.mammablogger.net

Ecco qua:

Com'è cambiata la tua condizione lavorativa quando hai avuto il primo figlio?(cambiamento per scelta o per obbligo?)

Ti sei sentita vittima di preconcetti da parte di colleghi o superiori?

Come avete conciliato famiglia e lavoro con tuo marito? ( i carichi sono divisi equamente?)

Rispetto al futuro, credi di avere le medesime possibilità di quando non avevi figli? riesci a portare a termine i tuoi obiettivi professionali?

Un consiglio per le future mamme sulla gestione lavoro-famiglia

Specifica la tua età e condizione professionale


Grazie a tutti coloro che vorranno partecipare! Nel caso le partecipanti siano anche blogger (non necessario), specificare anche l'indirizzo del proprio blog.

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Risposte a questa discussione

1) prima lavoravo da libera professionista poi part time...precaria.
2) si, non mi hanno rinnovato il contratto col secondo figlio
3) mio marito fa un lavoro "particolare", quindi ci sono periodi in cui e' spesso a casa e si occupa dei bimbi
4) no, credo che le mamme in cerca di lavoro siano penalizzate
5) se potete cercate di stabilizzarvi prima sul lavoro.
6) 31 in attesa di occupazione

Ciao e grazie

Rispondi

Ciao Francesca,
intanto ti linko un mio post in cui trovi un po' di materiale. Anche e soprattutto nei commenti.
Part and full
Un abbraccio.
Silvia

Rispondi

1. Sono andata in maternità che ero il "braccio destro" del Capo... sono torntata dopo 11 mesi... era cambiato praticamente tutto e tutte le novità lavorative ANCORA non mi sono state insegnate!! Mi sento come se fossi stata "ibernata" e scongelata dopo anni e non mi sento più ... aggiornata!

2. Le colleghe sono state fantastiche con me ... sono praticamente delle sorelle. I capi? NON ne parliamo! In particolare la capa (donna acida e attualmente in menopausa!) mi ha dimostrato in tutte le maniere la sua INVIDIA e il suo antagonismo dopo che sono tornata in ufficio e quando devo rimanere a casa perchè mia figlia è ammalata o c'è qlc inconveniente, sembra che ci "goda"!

3. Il lavoro a 8 ore obbliga la donna a un'organizzazione abbastanza "rigida" casa-lavoro-famiglia per poter ... sopravvivere. Cerco di fare la spesa grossa e commissioni varie, quando ho la possibilità di lasciare Chiara dai nonni dopo l'asilo e la sera quando esco dal lavoro alle 17 mi fermo solo a prendere il latte per il giorno dopo ...
I giri extra vengono ri-inviati al sabato ...
Carichi divisi equamente??!! Che cosa vuole dire??!! E' una battuta, vero? :-)

4. I figli cambiano la vita ... in tutti i sensi e anche la vita professionale cambia e forse chi ha aspirazioni di carriera è meglio che prima si tolga le soddisfazioni professionali e poi si metta a fare figli".
Se inverti le due cose, credo che sia MOOOLTO più difficile.
Io personalmente, sto cercando semplicemente di CAMBIARE lavoro: medesime mansioni, medesimo lavoro, medesimo stipendio, ma sul CV ho scritto che sono mamma di una bambina di 2 anni, non è propio un punto a mio favore. Lo capisco quando vado a fare il colloquio ed è un dato che viene sempre sottolineato dal mio interlocutore ... uomo o donna che sia. In questo devo dire che non c'è affatto solidarietà femminile!!

5. Imparare ad organizzarsi, imparare a restare tranquille quando attorno c'è il caos totale.
Soprattutto imparare a chiedere aiuto a chi abbiamo vicino.

6. 33 anni; impiegata

Rispondi

1) La vita è cambiata nel senso che adesso non è più così facile stare in ufficio fino a tardi, al di là dei sensi di colpa c'è una vera e propria necessità organizzativa e devo incastrare un sacco di cose insieme. Poi io sono davvero MOLTO fortunata e ne sono consapevole. Mia mamma bada a Sara 4 gg alla settimana e fa di tutto per aiutarmi.
2) Alcune volte sì: il mio capo prima che tornassi dalla maternità si era riempito la bocca dicendo che qualunque esigenza avesse Sara, ero liberissima di gestirmi il lavoro come volevo. Nei fatti non è andata così e le poche volte che ho avuto bisogno di stare a casa con Sara (quando ha la febbre la porto cmq da mia mamma) mi è stato fatto pesare, in qualche modo..non a livello formale, perchè cmq lavoro bene, ma a livello personale sì.
3) Per mia fortuna ho un marito eccezionale: anche lui lavora molto, anche fino alle 20.30, però ci copriamo a vicenda. E nel w-e facciamo insieme le faccende di casa e badiamo alla bambina. Direi che i carichi sono divisi equamente.
4) Il mio ruolo in questa società è tale per cui non ci sono grosse possibilità di carriera, quindi direi che il fatto che io abbia Sara non mi ha penalizzata. Difficilmente avrei potuto fare carriera.
5) Per me il lavoro è stato molto importante: mi ha aiutato ad uscire da una terribile depressione post parto, insieme al supporto medico. Io credo sia molto importante che ogni donna si crei uno spazio per sè in cui non sia considerata Mamma: poi che sia il lavoro, un hobby o del volontariato poco conta.
6) Ho 27 anni e sono l'assistente personale di un socio di una società di revisione multinazionale.

Rispondi

Ciao, io sono Laura ho 38 anni e sono al momento disoccupata.
Quando ho avuto Enrico ero libera professionista con Partita Iva, lavoravo a casa e il lavoro comunque scarseggiava, quindi non ne ho risentito moltissimo. Il problema è arrivato dopo, quando ho chiuso l'attività e ho cominciato a cercare lavoro... Ahahah... La famosa domanda "Ma il bambino glielo tiene qualcuno?" o anche "Ma quando esce dall'asilo suo figlio ha qualcuno che lo va a prendere?" non è neanche legale, non potrebbero neanche chiederti se di figli ne hai, tanto meno se ne vuoi avere altri, ma chi lo può dire a un possibile fututro datore di lavoro? A me viene da rispondere che no, quando mio figlio esce dal nido ha le chiavi della macchina, va a casa da solo e ci prepara anche la cena... La cosa che fa rabbia è che a mio marito non farebbero mai la stessa domanda.
Comunque ho la netta impressione che la cosa mi penalizzi moltissimo (quasi quanto il fatto che un imprenditore mediamente non assume una donna di 38 anni, se puo avere una di 28 e prenderla come apprendista, ma questa è un'altra storia). I preconcetti ci sono sì, mamma= una che alla minima occasione ne approfitta per stare a casa. Secondo me dovremmo essere considerate come categoria svantaggiata, con riduzione dei contributi per chi assume una donna con figli che cerca di rientrare nel mondo del lavoro. Quest'anno ho fatto un tirocinio FSE per lavorare negli alberghi alla reception (ah dimenticavo, sono laureata in Lingue (ne parlo 3) con un Master sulla promozione turistica e un FSE sul terzo settore, e lavoro, tra una cosa e un'altra, dal 93), e ho trovato un lavoro quasi subito, solo che era stagionale, a 40 minuti da casa, e ho fatto il turno 16/24 per 6 giorni la settimana. Ce l'ho fatta, e mi riprenderebbero il prossimo anno, e con turni alternati, ma spero di trovare altro, e riuscire a vedere mio figlio non solo la mattina quando lo porto all'asilo. In tutto questo sto pure cercando di averne un altro, perché tra qualche anno sarà comunque più probabile trovare un lavoro che un figlio...
Mio marito quando può mi da una mano, lui è agente di commercio, ma quando esce alle 7 e torna alle 20.00 non posso chiedergli molto altro...Quando lavoravo in albergo faceva il ragazzo padre il sabato e la domenica
Il mio consiglio è lo stesso di MammAle, stabilizzatevi prima, se ce la fate....

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Com'è cambiata la tua condizione lavorativa quando hai avuto il primo figlio?(cambiamento per scelta o per obbligo?)
Dopo la prima bimbo ho chiesto di lavorare 7 ore e mezzo per poterla andare a prendere all'asilo alle 17.
Dopo la seconda bimba ho chiesto un part time di 4 ore (9-13). Alla mattina va all'asilo e all'una la vado a prendere. Alle 4 vado a prendere la grande.


Ti sei sentita vittima di preconcetti da parte di colleghi o superiori?

No, assolutamente. Lavoro in un'azienda dove le donne sono la maggioranza, ognuna ha i suoi problemi di organizzazione familiare. Più che altro sono simpaticamente invidiata per la facilità con cui mi è stato concesso il part time. Ma in questo periodo di crisi costare meno all'azienda e rendere quasi uguale per loro conviene!

Come avete conciliato famiglia e lavoro con tuo marito? ( i carichi sono divisi equamente?)
Divisi equamente proprio no...
ma secondo me è dura far capire ad un uomo i compiti di una madre/moglie.
Se c'è sempre il latte fresco in frigo, il pane e comunque qualcosa da mangiare, è perchè mi sono organizzata per andarlo a comprare. Non sono miracolosamente apparsi!
Lui lavora molto, io gestisco tutto il resto. Dalla vestizione delle bimbe, alla spesa, ai ciappini di casa, ecc... e gestisco anche le mie lamentele!

Rispetto al futuro, credi di avere le medesime possibilità di quando non avevi figli? riesci a portare a termine i tuoi obiettivi professionali?

Non è possibile avere le stesse possibilità.
Si fanno delle scelte. O scegli la famiglia o il lavoro. E se scegli la famiglia e continui a lavorare non si ha nemmeno il tempo per avere ambizioni particolari.
Mi balena l'idea che forse un tempo le famiglie funzionavano prima di tutto perchè si conviveva tutti insieme e il problema di dove piazzare il figlio non sorgeva quasi mai, visto che una zia o una nonna erano sempre presenti. Oggi siamo noi mamme che ci sostituiamo completamente a questo rendendoci presenti. La nostra disponibilità è indispensabile se si vuole mantenere un certo equilibrio.


Un consiglio per le future mamme sulla gestione lavoro-famiglia

Secondo me bisogna essere capaci di scegliere e non voler fare a tutti i costi i salti mortali.
E bisogna essere capaci di rinunciare.
Se si vuole fare carriera fermarsi ad un figlio solo, oppure non farne affatto.
Se vuoi una famiglia numerosa godersi il tepore familiare e lasciare le soddisfazioni lavorative al padre.


Specifica la tua età e condizione professionale

ho 32 anni, 2 bimbe e sono una grafica.

Rispondi

Valentina ha detto:
Com'è cambiata la tua condizione lavorativa quando hai avuto il primo figlio?(cambiamento per scelta o per obbligo?)
Dopo la prima bimbo ho chiesto di lavorare 7 ore e mezzo per poterla andare a prendere all'asilo alle 17.
Dopo la seconda bimba ho chiesto un part time di 4 ore (9-13). Alla mattina va all'asilo e all'una la vado a prendere. Alle 4 vado a prendere la grande.


Ti sei sentita vittima di preconcetti da parte di colleghi o superiori?

No, assolutamente. Lavoro in un'azienda dove le donne sono la maggioranza, ognuna ha i suoi problemi di organizzazione familiare. Più che altro sono simpaticamente invidiata per la facilità con cui mi è stato concesso il part time. Ma in questo periodo di crisi costare meno all'azienda e rendere quasi uguale per loro conviene!

Come avete conciliato famiglia e lavoro con tuo marito? ( i carichi sono divisi equamente?)
Divisi equamente proprio no...
ma secondo me è dura far capire ad un uomo i compiti di una madre/moglie.
Se c'è sempre il latte fresco in frigo, il pane e comunque qualcosa da mangiare, è perchè mi sono organizzata per andarlo a comprare. Non sono miracolosamente apparsi!
Lui lavora molto, io gestisco tutto il resto. Dalla vestizione delle bimbe, alla spesa, ai ciappini di casa, ecc... e gestisco anche le mie lamentele!

Rispetto al futuro, credi di avere le medesime possibilità di quando non avevi figli? riesci a portare a termine i tuoi obiettivi professionali?

Non è possibile avere le stesse possibilità.
Si fanno delle scelte. O scegli la famiglia o il lavoro. E se scegli la famiglia e continui a lavorare non si ha nemmeno il tempo per avere ambizioni particolari.
Mi balena l'idea che forse un tempo le famiglie funzionavano prima di tutto perchè si conviveva tutti insieme e il problema di dove piazzare il figlio non sorgeva quasi mai, visto che una zia o una nonna erano sempre presenti. Oggi siamo noi mamme che ci sostituiamo completamente a questo rendendoci presenti. La nostra disponibilità è indispensabile se si vuole mantenere un certo equilibrio.


Un consiglio per le future mamme sulla gestione lavoro-famiglia

Secondo me bisogna essere capaci di scegliere e non voler fare a tutti i costi i salti mortali.
E bisogna essere capaci di rinunciare.
Se si vuole fare carriera fermarsi ad un figlio solo, oppure non farne affatto.
Se vuoi una famiglia numerosa godersi il tepore familiare e lasciare le soddisfazioni lavorative al padre.



Specifica la tua età e condizione professionale

ho 32 anni, 2 bimbe e sono una grafica.

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Com'è cambiata la tua condizione lavorativa quando hai avuto il primo figlio?(cambiamento per scelta o per obbligo?)

Ho deciso di avere il primo figlio quando avevo cominciato appena a lavorare. Era un periodo in cui le aziende il mio cv manco lo guardavano (crisi nera) e quello che riuscivo a racimolare erano contratti a progetto. Già incinta di 6 mesi ebbi, passando da un contratto all'altro, un contratto con l'ONU.... e anche Loro mi fecero una assunzione a tempo (i.e. finchè avevo le forze, senza l'obbligo di astensione un mese prima, perchè loro mica so italiani che approfittano per non andare a lavorare).
Quindi prima della gravidanza non lavoravo granchè perchè c'era crisi, dopo ho fatto scelte lavorative dettate dalla mia "condizione di mamma"

Ti sei sentita vittima di preconcetti da parte di colleghi o superiori?
Ad un colloquio mi dissero "Ma come pensa di gestire famiglia e lavoro? Non può mica fare 50 km tutti i giorni per venire qua!". Roba da matti. Episodio a parte, avendo filtrato i lavori in base alla mia condizione, ho ricevuto, e ricevo, sempre molta comprensione.

Come avete conciliato famiglia e lavoro con tuo marito? ( i carichi sono divisi equamente?)

No, no, direi proprio di no. Diciamo siamo sul 90%,10%. E il suo 10% sono ordini ben precisi e circostanziati (es. "Butta la spazzatura indifferenziata/plastica/carta" "metti il pigiama/vestito/grembiule al pupo" "stendi la lavatrice sul quel balcone") e assolutamente non comprendono stirare, lavare a terra, spolverare, cambiare il pannolino al pupetto da quando uso i lavabili... A parziale discolpa (anzi no, la colpa ci sta tutta) lui lavora tantissimo e paghiamo una signora per aiutare in casa una volta a settimana con le pulizie... Ma mi sto rassegnando. Consiglio "Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere" di John Gray. Sembra che non sia colpa loro se, quando il bimbo n.1 vuole fare la cacca, il bimbo n.2 urla disperato e tu stai cucinando, LORO non capiscono che devono ALZARE IL CULO DAL DIVANO senza un tuo ordine ben preciso

Rispetto al futuro, credi di avere le medesime possibilità di quando non avevi figli? riesci a portare a termine i tuoi obiettivi professionali?

Assolutamente no. Come si fa ad avere le stesse possibilità di una persona che ha il quadruplo del tuo tempo da dedicare al lavoro? Mi ammazzerò, studierò la notte, in treno, in sala d'attesa dal pediatra, durante le riunioni dei genitori (hi hi hi) ma alla fine arriverò sempre dopo. Basta metterlo in conto... in verità io non l'ho fatto e continuo a sperare che la forza che ti infondono quei marmocchietti compensi il tempo che regali loro... Panz riproponi lo stesso sondaggio quando saremo alle soglie della pensione e vedremo cosa siamo riuscite a fare davvero.

Un consiglio per le future mamme sulla gestione lavoro-famiglia

Un figlio ti cambia la vita...e questa frase che tutti ti ripetono la capisci solo dopo. Io credo che con un uomo partecipe affianco le cose siano molto più facili ma mi sto anche convincendo che uomini con la sensibilità di una donna verso le faccende domestiche non esistano.
Future mamme, se ancora non si è colorata la seconda lineetta rosa aspettate a buttar via la scatola degli anticoncezionali se non siete pronte a rinunciare ad una parte di quello che siete. E se decidete di non buttarla ancora mettete in conto che la vostra carriera vi potrebbe costare la vostra maternità (una donna che a 20 anni non avrebbe problemi ad avere figli a 30 può avere invece complicazioni e a 35 potrebbe non avere più il tempo materiale per risolverle).
Quindi, mettete carriera e maternità sulla bilancia e sappiate che se privilegiate una l'altra potrebbe venire compromessa. Ho messo il potrebbe perchè non escludo che si possano fare entrambe le cose, ma bisogna essere preparate all'evenienza che ciò non accada.

Specifica la tua età e condizione professionale


32 anni, Ingegnere Informatico, Studente di dottorato

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Com'è cambiata la tua condizione lavorativa quando hai avuto il primo figlio?(cambiamento per scelta o per obbligo?)

Quando ho avuto la mia prima figlia, stavo facendo un dottorato di ricerca in Iberistica, e sono ovviamente cambiati del tutto i miei ritmi di lavoro. Non ho dovuto congelare perché avevo pochissime ore di frequenza all'università, si trattava per lo più di fare ricerca per conto mio e scrivere tesine e poi la tesi finale, per finire la quale ho dovuto chiedere un anno di proroga (senza borsa di studio, ma per cinque mesi ho avuto la maternità dall'Inps, iscrivendomi alla Gestione separata). La mia situazione mi ha permesso di dedicarmi a mia figlia come volevo fare, mettendo per qualche mese in secondo piano lo studio e le ricerche, senza cambiamenti evidenti nella mia situazione (che non era, comunque, definibile come lavorativa a tutti gli effetti). Ovviamente però le mie possibilità si sono drasticamente ridotte e quello che prima era relativamente semplice (tipo partire per Lisbona per qualche settimana, o qualche mese, per approfondire le mie ricerche) si è fatto improvvisamente molto complicato.

Ti sei sentita vittima di preconcetti da parte di colleghi o superiori?
No, non mi è parso. In alcuni momenti ho addirittura avuto l'impressione di stare facendo qualcosa che altri avrebbero voluto ma che preferivano rimandare, per non complicarsi una carriera giàtanto incerta per moltissimi versi.
Ma anche quando l'ambiente attorno non è ostile, le possibilità si riducono esponenzialmente, in un contesto, come quello accademico, dove le donne che fanno un figlio intorno ai trent'anni sono pochissime (ho notato che, tra i colleghi più o meno della mia età, soltanto qualche maschio era già padre). Quando invece ho lavorato a scuola, come supplente, mi è sembrato per la prima volta di arrivare in un luogo dove una donna con dei figli è una cosa piuttosto normale. La cosa mi ha fatto molto piacere, ero stanca di sentirmi "strana e temeraria".

Come avete conciliato famiglia e lavoro con tuo marito? ( i carichi sono divisi equamente?)
Diciamo che sono divisi in maniera razionale. Lui ha un lavoro per cui si alza presto al mattino e torna verso le sei e mezzo la sera. In casa fa molto, e adesso che le bimbe sono più grandicelle (6 anni e quasi-4) riusciamo a suddividerci i compiti anche con loro. Finché erano piccole e si svegliavano alla notte però mi sono arrangiata da sola e una grossa mano ora me la dà mia madre e, quando può, mio padre. Se non avessi loro ad aiutarmi con le bimbe sarebbe molto più dura.


Rispetto al futuro, credi di avere le medesime possibilità di quando non avevi figli? riesci a portare a termine i tuoi obiettivi professionali?

Assolutamente no. I miei obiettivi ho imparato a diluirli e relativizzarli, aiutata da un carattere adattabile e non eccessivamente competitivo. Il fatto che la carriera universitaria sia, anche senza figli, molto difficile mi ha reso più facile fare quel che sentivo di volere di più, in quel momento. Un figlio lo avrei voluto anche prima ma, per una serie di motivi, non è stato possibile: a un certo punto era diventata la cosa che desideravamo di più e l'abbiamo cercato. Non valeva la pensa sacrificare un desiderio così importante per una prospettiva tutto sommato vaga e non certo lineare. Dopo due anni abbiamo anche fatto una seconda bimba.
Ora però la volontà di raggiungere qualche obiettivo più definito sul piano professionale si è fatta più forte e l'esigenza più incalzante. La mia adattabilità, la disponibilità a cambiare i miei piani, a rimandare impegni quando si presentano urgenze familiari mi sembra, in questo periodo, una caratteristica penalizzante, perché è arrivato il momento di tirar fuori più determinazione, di tirar le fila, di non sprecare energia, di saper ottimizzare il tanto lavoro fatto che in gran parte giace inutilizzato nei "fondi segreti" del mio pc.

Un consiglio per le future mamme sulla gestione lavoro-famiglia

Non scoraggiatevi quando la situazione sembra impossibile da gestire: la vita ci stupisce con nuove opportunità che a volte arrivano proprio da quello che ci sembra l'ostacolo più grosso (mi spiego, le mie figlie sono per me una risorsa immensa anche sul piano lavorativo: tutto è più difficile, ma la mia prospettiva sulle cose è più ricca, e nel lavoro di ricerca, in campo umanistico, questo credo sia molto importante... e forse non solo nel mio campo!)

Specifica la tua età e condizione professionale
Ho 35 anni e sono assegnista di ricerca all'Università, con un contratto fino a novembre 2010.

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La mia condizione lavorativa al momento sembra non essere cambiata molto: adesso sono ancora in maternità, ma a gennaio sarò costretta a rientrare al lavoro. Già, perchè essendo una lavoratrice a tempo determinato, devo farmi vedere prima della scadenza contrattuale se voglio continuare a lavorare.
In compenso usufruirò del part-time.
Non ho subito discriminazioni particolari, è la condizione di precaria che già mi condiziona tantissimo. Ho deciso comunque di avere un bimbo sobbarcandomi il rischio di rimanere a casa.
Io e mio marito condividiamo abbastanza il carico di lavoro domestico, ma a dirla tutta, essendo lui fuori casa dalla mattina alle 7 fino alle 19, ho io sulle spalle la gran parte del lavoro...figlio compreso. Non so se è così per tutte, ma un figlio è un gran cambiamento soprattutto per le donne.
Obiettivi professionali? Boh, al momento sono in una fase di indecisione. Lavoro molto lontana da casa, per ora mi hanno concesso un part-time ma non so fino a quando...ho il timore di non riuscire a star dietro a tutto.
Per quanto riguarda il consiglio...beh, io ho sempre cercato di essere il più autonoma possibile, ma un po' di aiuto è sempre ben accetto, soprattutto nei primi mesi di vita del proprio bimbo. Io ho rischiato un po' di depressione..
30 anni; impiegata Università

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Com'è cambiata la tua condizione lavorativa quando hai avuto il primo figlio?(cambiamento per scelta o per obbligo?)
Ciao, sono Simona e ho avuto Agata nel dicembre 2007. Ho sempre dato grande importanza al mio avoro e alla carriera ma, da quando è nata Agata, ho cambiato le mie priorità per scelta. Ho lasciato il mio lavoro da consulente all'estero per rientrare nel Bel Paese.

Ti sei sentita vittima di preconcetti da parte di colleghi o superiori?
Direi di no, anche se non poter partecipare ad una riunione organizzata all'ultimo minuto dal capo per dover andare a receuperare la bambina non sempre è visto di buon occhio.

Come avete conciliato famiglia e lavoro con tuo marito? ( i carichi sono divisi equamente?)
La decisione di rientrare è stata condivisa con mio marito così come sono condivisi (non proprio equamente) i carichi di lavoro.

Rispetto al futuro, credi di avere le medesime possibilità di quando non avevi figli? riesci a portare a termine i tuoi obiettivi professionali?
Non penso soprattutto perchè ono cambiata io e non ho più voglia di sacrificare il mio tempo per il lavoro.

Un consiglio per le future mamme sulla gestione lavoro-famiglia
Cercare al più presto di trovare un equilibrio coinvolgendo il proprio compagno in tutte le decisioni che riguardano la famiglia.

Specifica la tua età e condizione professionale
34 anni, al momento ho un contratto co.co.co. rinnovabile di anno in anno.

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1) sono educatrice, ho avuto la possibilità di stare a casa 1 anno (la parte extra-maternità non pagata, ma è stata una mia scelta), quando sono tornata ho potuto scegliere il monte-ore e adeguarlo alle mie necessità
2)preconcetti no, ma chi, tra colleghi e superiori, non è genitore guarda con sufficienza alle difficoltà dell'integrare il lavoro con le necessità di madre
3)non mi lamento, anche se il fatto di essere separata si ripercuote chiaramente sulla suddivisione dei compiti!
4)no, non ci sono le stesse possibilità, il tempo da dedicare al lavoro è minore, il lavoro non è approfondito come sarebbe se avessi i ritmi di chi non ha figli, e le soddisfazioni...sono puramente personali!
5)come dicono le altre mamme, sistemarsi lavorativamente prima di avere figli è auspicabile, ma trovo triste il fatto che non ci sia la possibilità di essere mamme e brave lavoratrici, perchè penso che, se aiutate, le capacità ci sarebbero, per tutte!
comunque, aggiungo, facciamoci valere, non dimostriamo timori nel richiedere i nostri diritti di madri e padri, se non ci fossero genitori il mondo si fermerebbe!!!
6)ho 34 anni e sono educatrice da 8
lucia www.mammanelbosco.splinder.com
grazie Panzallaria per averci dato l'opportunità di farci sentire!

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